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	<title>Viva i bambini Vivaci</title>
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		<title>Alcune indicazioni utili per i bambini iperattivi</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Oct 2010 22:07:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[ADHD]]></category>
		<category><![CDATA[giulemani]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Giù le mani dai bambini&#8221; ha preparato un lista di raccomandazioni pratiche per gestire bimbi irrequieti in classe e in famiglia: scritto come un elenco di invocazioni di questi bambini, che spesso sembrano irritanti ma che in realta&#8217; non si riescono a focalizzarsu su quanto viene loro detto o semplicemente non capiscono giri di parole o metafore.. Le raccomandazioni di &#8220;Giù le mani dai bambini&#8220;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Giù le mani dai bambini&#8221; ha preparato un lista di raccomandazioni pratiche per gestire bimbi irrequieti in classe e in famiglia: scritto come un elenco di invocazioni di questi bambini, che spesso sembrano irritanti ma che in realta&#8217; non si riescono a focalizzarsu su quanto viene loro detto o semplicemente non capiscono giri di parole o metafore..</p>
<p>Le raccomandazioni di &#8220;<a href="http://www.giulemanidaibambini.org/homecartabimbo.html">Giù le mani dai bambini</a>&#8220;</p>
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		<title>Incoraggiare il pensiero divergente</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Oct 2010 21:51:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[creatività]]></category>
		<category><![CDATA[ken robinson]]></category>
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		<description><![CDATA[Un video animato basato su un discorso di Sir Ken Robinson, esperto di creatività. E&#8217; in inglese, ma i disegni sono molto esplicativi.. Particolarmente interessante e divertente e&#8217; la parte sulla distribuzione dell&#8217;ADHD (o sindrome dell&#8217;iperattivita&#8217;) in US e su come senza mezzi termini Robinson dichiara che questa epidemia sia fittizia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un video animato  basato su un discorso di Sir Ken Robinson, esperto di creatività. E&#8217; in inglese, ma i disegni sono molto esplicativi..<br />
Particolarmente interessante e divertente e&#8217; la parte sulla distribuzione dell&#8217;ADHD (o sindrome dell&#8217;iperattivita&#8217;) in US e su come senza mezzi termini Robinson dichiara che questa epidemia sia fittizia.</p>
<p><object width="640" height="385"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/zDZFcDGpL4U?fs=1&amp;hl=it_IT"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/zDZFcDGpL4U?fs=1&amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="640" height="385"></embed></object></p>
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		<title>Benvenuti sul nuovo BambiniVivaci</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Jun 2010 20:01:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Questo spazio è a disposizione di tutti coloro che sono interessati a proseguire le attività della precedente community su Ning. E’ possibile registrarsi direttamente su questa pagina alla voce Register per pubblicare le vostre riflessioni oppure potete scrivermi privatamente (eleonora.panto at gmail.com). Vi aspetto!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://bambinivivaci.blog.puntopanto.it/files/2010/06/image-articolo-pierino-la-peste_v_av.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-65" title="image-articolo-pierino-la-peste_v_av" src="http://bambinivivaci.blog.puntopanto.it/files/2010/06/image-articolo-pierino-la-peste_v_av-261x300.jpg" alt="" width="261" height="300" /></a>Questo spazio è a disposizione di tutti coloro che sono interessati a  proseguire le attività della precedente community su <a href="http://bambinivivaci.ning.com/">Ning</a>. E’ possibile registrarsi direttamente su questa pagina alla voce <a href="http://oeritaly.blog.puntopanto.it/wp-login.php?action=register">Register</a> per pubblicare le vostre riflessioni oppure potete scrivermi  privatamente (eleonora.panto at gmail.com).</p>
<p>Vi aspetto!</p>
]]></content:encoded>
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		<title>SOS tata: Lucia Rizzi a Casale per la Giornata della famiglia -8 maggio 2010</title>
		<link>http://bambinivivaci.blog.puntopanto.it/2010/04/23/sos-tata-lucia-rizzi-a-casale-per-la-giornata-della-famiglia-8-maggio-2010/</link>
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		<pubDate>Fri, 23 Apr 2010 14:26:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Riprendo questa notizia pubblicata da &#8220;il Monferrato on line&#8220;: Una giornata di festa per le famiglie casalesi, una giornata dedicata alla più classica delle forme di convivenza: idealizzata, trascurata, snobbata, più o meno di moda, classica, istituzionale, allargata, patriarcale, mono-bi-tri-multi componente, etero oppure omo, aperta o chiusa, unita, sfilaccciata, amata, odiata, vicina o lontana&#8230; la famiglia &#8211; piaccia o no &#8211; resta sempre un punto di riferimento. Microcosmo dove si nasce (di solito), si cresce, si impara (o si disimpara, anche!) a stare al mondo, a relazionarsi con sé stessi e con il prossimo. E il Comune ha deciso di lavorarci su, di dedicarle una giornata speciale &#8211; l’8 maggio &#8211; nel corso della quale cominciare a ragionare su un tema. E per iniziare (quella che l’assessore ai Servizi sociali augura sia solo l’inizio di una tradizione) si è scelto di concentrarsi sul tempo. «Tempo per sé, con sé, per la coppia, in coppia, per la famiglia e in famiglia. L’affanno giornaliero della corsa contro il tempo &#8211; evidenzia la locandina della manifestazione &#8211; ci priva spesso del piacere di stare con le persone, ci porta a sentire il tempo vissuto assieme con “non produttivo”». La tata più famosa d’Italia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riprendo questa notizia pubblicata da &#8220;<a href="http://www.ilmonferrato.it/articolo_attualita%27.php?ARTICLE=a40c80cd78b11cb394f9c1a69d532eef">il Monferrato on line</a>&#8220;:</p>
<p><img class="alignleft" title="SOS TATA" src="http://magazine.foxtv.it/wp-content/uploads/portale/2/Sostata_news_5121.jpg" alt="" width="302" height="302" />Una  giornata di festa per le famiglie casalesi, una giornata dedicata alla  più classica delle forme di convivenza: idealizzata, trascurata,  snobbata, più o meno di moda, classica, istituzionale, allargata,<br />
patriarcale, mono-bi-tri-multi componente, etero oppure omo, aperta o<br />
chiusa, unita, sfilaccciata, amata, odiata, vicina o lontana&#8230; la<br />
famiglia &#8211; piaccia o no &#8211; resta sempre un punto di riferimento.</p>
<p>Microcosmo dove si nasce (di solito), si cresce, si impara (o si  disimpara, anche!) a stare al mondo, a relazionarsi con sé stessi e con  il<br />
prossimo.</p>
<p>E il Comune ha deciso di lavorarci su, di dedicarle una giornata  speciale &#8211; l’8 maggio &#8211; nel corso della quale cominciare a ragionare su  un tema.</p>
<p>E per iniziare (quella che l’assessore ai Servizi sociali augura sia  solo l’inizio di una tradizione) si è scelto di concentrarsi sul tempo.</p>
<p>«Tempo per sé, con sé, per la coppia, in coppia, per la famiglia e in  famiglia. L’affanno giornaliero della corsa contro il tempo &#8211; evidenzia  la locandina della manifestazione &#8211; ci<br />
priva spesso del piacere di stare con le persone, ci porta a sentire il<br />
tempo vissuto assieme con “non produttivo”».</p>
<p><strong>La tata più famosa d’Italia</strong></p>
<p>Testimonial d’eccezione Lucia Rizzi, la tata più famosa d’Italia, protagonista di SOS Tata trasmesso da Fox tv e da La7.</p>
<p>Classe 1942, milanese, è nel piccolo schermo televisivo dal 2005, quando su La7 andò in onda la prima puntata di “Sos Tata”.</p>
<p>Trentadue anni di insegnamento nelle scuole elementari e medie, 3  figli e un corso di specializzazione negli Usa per capire come gestire  il disturbo dell’attenzione nei bambini.</p>
<p>È ricercatrice presso il Child Development Center dell’Università  della California. Collabora con ospedali e scuole dove tiene corsi di  terapia<br />
comportamentale per genitori e insegnanti.</p>
<p>È autrice di vari libri che parlano dell’apprendimento dei bambini e  dei loro comportamenti. Ha pubblica Fate i bravi!, manuale  sull’educazione dei<br />
figli, pubblica Fate i compiti!, e Fate i bravi! (0-3 anni), incentrato<br />
sull’educazione dei bambini sino ai tre anni.</p>
<p>Lucia Rizzi sarà l’8 maggio a Casale alla Giornata della famiglia che  si svolgerà all’auditorium San Filippo in piazza Statuto a partire  dalle 15 ed è<br />
stata promossa dal Comune e dall’ASl-Servizio sociassistenzule, con il<br />
suporto del Centro per le famiglie e delle associazioni «In gioco e il<br />
gruppo «A ruota libera» dell’oratorio del Valentino.</p>
<p>Il programma della giornata</p>
<p>Dopo l’accoglienza i bambini saranno accompagnati all’oratorio del  duomo per giocare con gli animatori e per la merenda. Per i genitori il  momento clou dalle 16,30 alle 18 con il<br />
dialogo con la tata Lucia. Poi la giornata si concluderà insieme ai<br />
bimbi all’oratorio.</p>
<p>Pannolini lavabili</p>
<p>Dal 24 aprile al 2 maggio si svolgerà invece la “Settimana  Internazionale del pannolino lavabile” e la cooperativa sociale  S.E.N.A.P.E. sarà presente a<br />
due incontri, dal Consultorio di Casale uno che si è svolto ieri<br />
l’altro che avrà luogo e martedì 27 aprile alle 15, e che sono rivolti<br />
alle mamme per illustrare i vantaggi e l’utilizzo dei pannolini<br />
lavabili.</p>
<p>«Dal punto di vista medico-sanitario i pannolini lavabili risultano  vantaggiosi perché la pelle del bambino è in diretto contatto con  tessuti traspiranti e assorbenti, a differenza dei<br />
pannolini usa e getta contenenti varie sostanze sintetiche e composti<br />
chimici inoltre evitando l’innaturale sensazione di asciutto, non<br />
ritardano l’abbandono del pannolino e il passaggio al vasino»,<br />
evidenziano i promotori dell’iniziativa.</p>
<p>Il laboratorio di RiciCuci dedica particolare attenzione ai prodotti  per la prima infanzia e oltre alla realizzazione di kit di pannolini  lavabili, vengono<br />
realizzati originalissimi “fiocchi di nascita” con materiali di recupero<br />
e rigorosamente “pezzi unici”. Oltre ai pannolini RiciCuci propone<br />
soluzioni lavabili anche per le mamme: assorbenti, salvaslip o coppette<br />
mestruali (mooncup).</p>
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		<title>Segnalazione Libro &#8220;oziando si impara&#8221;</title>
		<link>http://bambinivivaci.blog.puntopanto.it/2009/11/25/segnalazione-libro-oziando-si-impara/</link>
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		<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 14:25:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Qualcuno ha letto questo libro? Mi sembra interessante Loro si aggirano per casa iperattivi, lamentosi, difficili da intrattenere tranne quando sono ipnotizzati dal megaschermo. Noi li copriamo di regali costosi e li sballottiamo tra uno sport e un corso di musica, un seminario di lingue e un laboratorio di cucina. Loro sono bambini fragili, viziati e soli. Noi siamo adulti snervati e infelici. Come uscirne? Nel modo più impensato: imparando a oziare. In un dialogo continuo con i classici del pensiero e della letteratura (da Locke a Rousseau, da Dickens a D.H. Lawrence, dal Tao te ching a Blake), Hodgkinson applica alla vita familiare la propria teoria cardinale: fare di meno significa fare di più. Esiste una terapia tanto semplice quanto sovversiva contro le nevrosi dell’educazione contemporanea: l’ozio dei genitori. Mamma e papà meno ossessivamente presenti creano bambini più autonomi, più responsabili e concentrati, quindi fonte di minor stress per i genitori, che a loro volta diventano più tolleranti e sereni. Un circolo virtuoso per ripristinare l’equilibrio in famiglie che ne hanno un disperato bisogno. Questa guida è la risposta ideale a chi crede che l’educazione sia una corsa a ostacoli &#8211; e soffre per questo. Ogni bambino ha un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="Oziando si impara" src="http://rizzoli.rcslibri.corriere.it/shared_libri/cover/medium/1703556_0.jpg" alt="" width="248" height="350" />Qualcuno ha letto questo libro? Mi sembra interessante</p>
<p><em>Loro si aggirano per casa iperattivi, lamentosi, difficili da   intrattenere tranne quando sono ipnotizzati dal megaschermo. Noi li   copriamo di regali costosi e li sballottiamo tra uno sport e un corso di   musica, un seminario di lingue e un laboratorio di cucina. Loro sono   bambini fragili, viziati e soli. Noi siamo adulti snervati e infelici.   Come uscirne? Nel modo più impensato: imparando a oziare. In un dialogo   continuo con i classici del pensiero e della letteratura (da Locke a   Rousseau, da Dickens a D.H. Lawrence, dal Tao te ching a Blake),   Hodgkinson applica alla vita familiare la propria teoria cardinale: fare   di meno significa fare di più. Esiste una terapia tanto semplice  quanto  sovversiva contro le nevrosi dell’educazione contemporanea:  l’ozio dei  genitori. Mamma e papà meno ossessivamente presenti creano  bambini più  autonomi, più responsabili e concentrati, quindi fonte di  minor stress  per i genitori, che a loro volta diventano più tolleranti e  sereni. Un  circolo virtuoso per ripristinare l’equilibrio in famiglie  che ne hanno  un disperato bisogno. Questa guida è la risposta ideale a  chi crede che  l’educazione sia una corsa a ostacoli &#8211; e soffre per  questo. Ogni  bambino ha un istinto naturale alla creatività e  all’indipendenza che la  vigile assenza dei genitori può stimolare più  di qualunque corso. Per  svilupparlo, Hodgkinson propone piccole tappe  accessibili a tutti:  rilassarsi sul divano in salotto, prendersi il  tempo di una passeggiata,  cancellare ogni tanto un appuntamento, cenare  con i bambini e i propri  amici senza ansia da prestazione&#8230;. Una  rivoluzione tranquilla nei  nostri stili di vita, che è più facile di  quanto pensiamo. Basta  concedersi lo spazio per essere felici. Perché  la felicità è a portata  di ozio.</em></p>
<p><a href="http://www.egeaonline.it/ITA/Catalogo/Scheda_prodotto.aspx?ISBN=9788817035569&amp;">http://www.egeaonline.it/ITA/Catalogo/Scheda_prodotto.aspx?ISBN=9788817035569&amp;</a></p>
<p>Titolo : OZIANDO SI IMPARA<br />
Sottotitolo : EDUCARE I FIGLI AD ESSERE AUTONOMI E CONQUISTARE LA SERENITA&#8217;<br />
Autore : HODGKINSON TOM</p>
<p>ISBN/EAN: 9788817035569<br />
Disponibilità : Alta</p>
<p>Prezzo di copertina: € 18,00<br />
Prezzo scontato: € 16,20<br />
Prodotto fisico<br />
Argomento : Psicologia<br />
Editore: Rizzoli<br />
Collana:<br />
Data di pubblicazione: 11/2009<br />
N° pagine: 310<br />
Contenuto</p>
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		<title>Comunicato stampa finale Convegno Marketing del Farmaco</title>
		<link>http://bambinivivaci.blog.puntopanto.it/2009/10/12/comunicato-stampa-finale-convegno-marketing-del-farmaco/</link>
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		<pubDate>Mon, 12 Oct 2009 14:24:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Inoltre quanto ricevuto dal comitato Giu&#8217; le mani dai bambini ==================v================== MARKETING DEL FARMACO: GENOVA HA ospitaTO un CONVEGNO NAZIONALE Sul delicatissimo tema deL “DISEASE MONGERING”, LA TECNICA DEL COMPARTO PHARMA MEDIANTE LA QUALE SI CREANO PATOLOGIE A TAVOLINO ALLO SCOPO DI VENDERE PIù FARMACI. Esaminate case-history d’attualità come l’influenza A e la Sindrome da Iperattività e Deficit di Attenzione “IL NOSTRO SOGNO E’ DI INVENTARE FARMACI PER GENTE SANA…” (Henry Gadsen, Direttore Generale della multinazionale farmaceutica Merck®) Genova, 10/10/09 &#8211; A poche settimane dalla storica sentenza di patteggiamento siglata dalla multinazionale farmaceutica Pfitzer®, condannata a 2,3 miliardi di dollari di sanzioni per comportamenti commerciali spregiudicati da parte dei suoi informatori scientifici e per corruzione di medici al fine di aumentare le prescrizioni, l’eccessiva aggressività del marketing del comparto pharma è stata ieri oggetto di un convegno nazionale a Palazzo Tursi, organizzato in collaborazione con la rivista Diagnosi &#38; Terapia ed il Comune di Genova, e con il patrocinio di Regione Liguria, Provincia e Comune di Genova, Federazione Nazionale Ordini dei Medici ed Ordine dei Medici di Genova. Dopo i saluti istituzionali dell’Assessorato alle Politiche Socio-Sanitarie, del Presidente dell’Ordine del Farmacisti dott. Felice Ribaldone e del Presidente dell’Ordine dei Medici [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Inoltre quanto ricevuto dal comitato Giu&#8217; le mani dai bambini<br />
==================v==================</p>
<p>MARKETING DEL FARMACO: GENOVA HA ospitaTO un CONVEGNO NAZIONALE<br />
Sul delicatissimo tema deL “DISEASE MONGERING”,<br />
LA TECNICA DEL COMPARTO PHARMA MEDIANTE LA QUALE<br />
SI CREANO PATOLOGIE A TAVOLINO ALLO SCOPO DI VENDERE PIù FARMACI.</p>
<p>Esaminate case-history d’attualità come l’influenza A e la Sindrome da Iperattività e Deficit di Attenzione</p>
<p>“IL NOSTRO SOGNO E’ DI INVENTARE FARMACI PER GENTE SANA…”</p>
<p>(Henry Gadsen, Direttore Generale della multinazionale farmaceutica Merck®)</p>
<p>Genova, 10/10/09 &#8211; A poche settimane dalla storica sentenza di  patteggiamento siglata dalla multinazionale farmaceutica Pfitzer®,  condannata a 2,3 miliardi di dollari di sanzioni per comportamenti  commerciali spregiudicati da parte dei suoi informatori scientifici e  per corruzione di medici al fine di aumentare le prescrizioni,  l’eccessiva aggressività del marketing del comparto pharma è stata ieri  oggetto di un convegno nazionale a Palazzo Tursi, organizzato in  collaborazione con la rivista Diagnosi &amp; Terapia ed il Comune di  Genova, e con il patrocinio di Regione Liguria, Provincia e Comune di  Genova, Federazione Nazionale Ordini dei Medici ed Ordine dei Medici di  Genova. Dopo i saluti istituzionali dell’Assessorato alle Politiche  Socio-Sanitarie, del Presidente dell’Ordine del Farmacisti dott. Felice  Ribaldone e del Presidente dell’Ordine dei Medici dott. Enrico  Bartolini, sono stati proiettati spezzoni del recente documentario di  RAI 3 “Inventori di Malattie”, ed i relatori hanno poi esaminato la  pratica del “disease mongering”, la raffinata tecnica di marketing che  prevede l’invenzione a tavolino di malattie al fine di vendere  “blockbuster” farmaceutici come il Ritalin®, il Prozac®, il Tamiflu® ed  altre molecole sempre più presenti negli armadietti dei medicinali di  ogni famiglia della penisola, che è – per numeri assoluti – il 5°  mercato farmaceutico al mondo.</p>
<p>Stefano Scoglio, esperto nutrizionista e ricercatore, ha esaminato il  caso dell’ADHD (la sindrome dei bimbi troppo agitati e distratti, curata  con gli psicofarmaci per bambini Ritalin® e Strattera®, ndr):  “L’iperattività è una case history di marketing su cui dobbiamo  interrogarci, come denuncia il documentario di RAI 3, dato che siamo  arrivati ad oltre venti milioni di ricette di metanfetamine all’anno con  un giro di affari da miliardi di dollari. Esistono prodotti  Ritalin-simili, di origine naturale, di comprovata efficacia e con  bassissimi profili di rischio, ma dato che non sono brevettabili e  quindi non si può ‘proteggere’ l’investimento, nessuno fa ricerca su  queste molecole, penalizzando i piccoli pazienti: perché allora non ci  pensa il Ministero della Salute?”</p>
<p>L’On. Alfonso Pecoraro Scanio – Presidente della Fondazione “Università  Verde”, ospite inatteso del convegno &#8211; in un appassionato intervento ha  detto: “Il ruolo di controllo delle associazioni rappresentative della  società civile – come Giù le Mani dai Bambini (ente promotore del  convengo, ndr) – è riconosciuto ed accettato dalle istituzioni pubbliche  di molti paesi del mondo, tranne in Italia, dove è ancora visto con  diffidenza. Ma le ‘lobby bianche’ devono mettersi in rete e fare fronte  comune: le multinazionali del farmaco hanno strutture di PR e marketing  efficientissime e sono presenti costantemente nei corridoi delle  istituzioni che contano, e chi ambisce a contrastare queste pratiche di  business troppo aggressive deve imparare ad organizzarsi quanto più  possibile”</p>
<p>Gli ha fatto eco Enrico Nonnis, Psichiatra del Direttivo nazionale  Psichiatria Democratica: “Questi prodotti salvano vite ed hanno  allungato le aspettative di esistenza dell’uomo nell’ultimo secolo, ma  non c’è nulla di nuovo quando parliamo di pressioni del marketing  farmaceutico su noi medici, è giusto approfondire oggi ma scopriamo un  pò l’acqua calda. Casomai riflettiamo sulla crisi identitaria di una  certa classe medica, in particolare della neuropsichiatria infantile: è  mai possibile che solamente il sollevare questi argomenti eticamente  sensibili susciti reazioni forti e contrarie?” Nonnis ha anche  commentato la case history del Disordine Disforico da Deficit Ansiogeno  da Consunzione di Attenzione Sociale , una finta malattia – con tanto di  Havidol®, un farmaco fittizio per curarla e sito internet per  promozionarla – inventata provocatoriamente da un suo collega medico:  “La verità è che noi medici siamo così bombardati di informazioni che a  volte non sappiamo e non possiamo più distinguere tra quello che è  marketing e quello che è vera scienza”.</p>
<p>Alberto Ferrando, pediatra e Vice-Presidente dell’Ordine dei Medici, ha  detto in un’intervista video presentata ai convegnisti: “La salute è  un’industria, fa gola a molti, e la pressione delle aziende  farmaceutiche è certamente forte. L’iperattività ad esempio è stata  descritta come una patologia frequente con un farmaco miracoloso che la  cura: ma io come pediatra di famiglia dico che non esiste solo il  disagio, esiste innanzitutto il bambino, ed ogni bambino è diverso da un  altro, ed ogni approccio terapeutico quindi dev’essere diverso  dall’altro. Ora le sirene dell’industria cercano di rivolgersi non solo  più al medico, ma direttamente ai malati. Il disease mongering esiste,  eccome, ed a volte noi medici neppure conosciamo questi meccanismi: ai  colleghi più giovani ricordo che non esiste solo la scienza medica, c’è  anche una scienza del marketing”.</p>
<p>Federico Mereta, medico e giornalista, ha commentato del dettaglio  l’intervista al dott. Ferrando, ed ha aggiunto: “I farmaci hanno  allungato di gran lunga le aspettative di vita, questo è incontestabile,  ma il sistema è ‘inquinato’ alla base: invece di intervenire per  curare, pare che a volte l’obiettivo sia quello di creare  surrettiziamente malessere, al fine di proporre poi soluzioni pronte per  risolverlo, possibilmente che rendano molto denaro. Ho saputo da  conoscenti che ad una bambina di 11 anni sono stati somministrati ormoni  della crescita, perché accelerare la definizione delle sue forme  facendola arrivare al pari con le sue compagne di classe. Come medico  non posso accettarlo, e come comunicatore percepisco il ruolo  dell’industria della salute e del wellness nel condizionare in qualche  modo questi genitori”</p>
<p>Emilia Costa, 1^ Cattedra Psichiatria all’Università “La Sapienza” di  Roma, è intervenuta dicendo: “Ho la sensazione che siamo dinnanzi ad una  complessa ed articolata strategia per il condizionamento del mercato  della salute: la definirei un ‘ipnosi dolce’, che mira a convincere gli  individui circa l’utilità incondizionata del farmaco. Non è più il  dottore che cura il paziente, ma è solo il farmaco che lo cura: allora  noi medici siamo diventati esclusivamente distributori di ricette?”</p>
<p>Paolo Roberti di Sarsina, Dirigente di psichiatria ed esperto del  Consiglio Superiore di Sanità, ha aggiunto provocatoriamente: “Tre  quarti dei colleghi che hanno redatto il DSM (il catalogo diagnostico  delle malattie mentali, ndr), hanno rapporti finanziari con le case  farmaceutiche, più del 90% della ricerca scientifica è finanziato  dall’industria, e oltre la metà del budget dell’Agenzia Europea del  Farmaco è garantito dai produttori: ma di cosa dobbiamo parlare? Allora  quello che io auspico è una pandemia, certamente, ma di consapevolezza…  Per questo ho accettato di venire qui oggi, per interrogarci su queste  tematiche delicatissime e fare informazione in modo indipendente ed  eticamente responsabile”</p>
<p>Franco De Luca, medico ed autore del libro “Bambini e (troppe)  malattie”, ha aggiunto che “…Il problema non sono le industrie che  spingono alla follia sulle leve del marketing per svuotare i magazzini  di vaccini contro l’influenza A: il problema sono gli Stati che ne  acquistano decine di milioni di dosi. Cosa possiamo fare noi medici?  Dare segnali chiari: rinunciare ad omaggi e regalie, privilegiare corsi  di formazione non sponsorizzati dalle industrie, dichiarare sempre – se  esistono &#8211; i legami finanziari con i produttori, richiedere a gran voce  la pubblicazione delle ricerche scientifiche sui farmaci anche se hanno  avuto esito negativo”.</p>
<p>Luca Poma – uno degli organizzatori dell’evento, giornalista, esperto di  comunicazione del settore pharma e portavoce di “Giù le Mani dai  Bambini®”, il Comitato di università, ordini dei medici ed associazioni  di promozione sociale divenuto famoso per la battaglia contro l’abuso di  psicofarmaci sui bambini – dopo aver moderato gli esperti ha chiuso  così la giornata: “Un recente rapporto di Business Insights, una delle  più note riviste destinate ai dirigenti del settore pharma, dice che la  capacità di ‘creare mercati per nuove malattie si traduce in vendite’ e  che ‘una delle migliori strategie consiste nel cambiare il modo in cui  la gente percepisce i propri disturbi’. Li si deve convincere – ricorda  Poma, citando il report &#8211; che i problemi accettati fino ad oggi come un  fastidio sono ora ‘degni di un intervento medico’ Il rapporto mostra un  notevole ottimismo in relazione al futuro finanziario dell&#8217;industria  farmaceutica”, ha concluso Poma: “Gli anni futuri saranno i testimoni  privilegiati della creazione di malattie patrocinate dalle industrie”</p>
<p>“Giù le Mani dai Bambini”® ringrazia tutti i co-promotori dell’evento, i  volontari che hanno contribuito a realizzarlo ed i media e le radio (in  particolare Radio Babboleo ed Eco Radio) che l’hanno promozionato.</p>
<p>Ufficio Stampa: Glebb &amp; Metzger (Fabio De Carli): 011/5618236 – 338/3642542<br />
Luca Poma: 337/415305 – portavoce@giulemanidaibambini.org</p>
<p>Cordialmente,</p>
<p>Luca Yuri Toselli</p>
<p>Coordinatore operativo</p>
<p>Campagna Nazionale &#8220;GIU&#8217; LE MANI DAI BAMBINI&#8221;<br />
Non ETICHETTARE tuo figlio, ASCOLTALO!<br />
www.giulemanidaibambini.org &#8211; www.donttouchthechildren.org</p>
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		<title>9 ottobre 2009: Convegno a Genova sul marketing del farmaco</title>
		<link>http://bambinivivaci.blog.puntopanto.it/2009/10/08/9-ottobre-2009-convegno-a-genova-sul-marketing-del-farmaco/</link>
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		<pubDate>Thu, 08 Oct 2009 14:23:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[icevo dalla news di Giulemanidaibambini e inoltro qui: Nella bellissima cornice cinquecentesca di Palazzo Tursi, il Municipio di Genova, un’analisi intellettualmente onesta dello scenario nazionale ed internazionale del marketing farmaceutico, con focus sulla necessità d’indipendenza della classe medica: la situazione all’estero ed in Italia, le strategie dei produttori, come le “mode” diagnostiche possono influenzare negativamente la medicina, le pressioni dell’industria sui medici, il consumismo sanitario, il rapporto tra la ricerca scientifica indipendente e le multinazionali farmaceutiche. Un’appassionante tavola rotonda con esperti di livello nazionale, che da diritto a crediti E.C.M., domani mattina a Genova. L&#8217;ingresso è gratuito (anche per chi usufruisce dei crediti ECM). Per informazioni, e l&#8217;elenco dei relatori, visita: www.marketingdelfarmaco.org]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>icevo dalla news di Giulemanidaibambini e inoltro qui:</p>
<p>Nella bellissima cornice cinquecentesca di Palazzo Tursi, il Municipio  di Genova, un’analisi intellettualmente onesta dello scenario nazionale  ed internazionale del marketing farmaceutico, con focus sulla necessità  d’indipendenza della classe medica: la situazione all’estero ed in  Italia, le strategie dei produttori, come le “mode” diagnostiche possono  influenzare negativamente la medicina, le pressioni dell’industria sui  medici, il consumismo sanitario, il rapporto tra la ricerca scientifica  indipendente e le multinazionali farmaceutiche. Un’appassionante tavola  rotonda con esperti di livello nazionale, che da diritto a crediti  E.C.M., domani mattina a Genova.</p>
<p>L&#8217;ingresso è gratuito (anche per chi usufruisce dei crediti ECM). Per  informazioni, e l&#8217;elenco dei relatori, visita:  www.marketingdelfarmaco.org</p>
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		<title>&#8220;C&#8217;era una volta un bullo&#8221; Le fiabe insegnano la legalità</title>
		<link>http://bambinivivaci.blog.puntopanto.it/2009/10/03/cera-una-volta-un-bullo-le-fiabe-insegnano-la-legalita/</link>
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		<pubDate>Sat, 03 Oct 2009 14:23:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Vi segnalo con grande piacere questo articolo comparso su Repubblica che parla del libro &#8220;Le Fiabe per affrontare il bullismo&#8221; scritto dalla nostra amica Maria Calabretta &#8220;C&#8217;era una volta un bulloLe fiabe insegnano la legalità di GIUSI SPICA Galleria di personaggi nati dalla penna di un&#8217;insegnante per affrontare il fenomeno Secondo i dati Censis, il 49% dei genitori denuncia episodi di violenza sui figli in classe Ce n&#8217;è uno in ogni fiaba che si rispetti. Almeno una volta nella vita ha animato i nostri incubi. E&#8217; il bullo delle favole. Il torturatore irredimibile che compie soprusi di ogni sorta contro l&#8217;eroe buono. Il canovaccio è sempre lo stesso: Cenerentola alle prese con le sorellastre, Pinocchio piantonato dal gatto e la volpe, Cappuccetto Rosso braccata dal lupo famelico. Ora un libro ripropone una galleria di nuovi smargiassi in salsa moderna. Si chiama &#8220;Le Fiabe per affrontare il bullismo&#8221;. Frutto dell&#8217;esperienza educativa di Maria Calabretta, docente di scuola primaria e dottoranda in Scienze psicologiche e pedagogiche all&#8217;università Federico II di Napoli, aspira ad essere uno strumento di prevenzione per genitori e insegnanti. Il bullo nelle favole. Orchi, tiranni e streghe fanno la guerra a bambine indifese, orfanelli e fate. Come nella più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="fiabe bullismo" src="http://static.blogo.it/booksblog/fiabebullismo.jpg" alt="" width="280" height="439" />Vi segnalo con grande piacere questo articolo comparso su <strong>Repubblica</strong> che parla del <strong>libro &#8220;Le Fiabe per affrontare il bullismo&#8221;</strong> scritto dalla nostra amica <strong>Maria Calabretta</strong></p>
<p><strong>&#8220;C&#8217;era una volta un bulloLe fiabe insegnano la legalità</strong></p>
<p><em>di GIUSI SPICA</em><br />
<em><strong><br />
Galleria di personaggi nati dalla penna di un&#8217;insegnante per affrontare il fenomeno<br />
Secondo i dati Censis, il 49% dei genitori denuncia episodi di violenza sui figli in classe</strong></em></p>
<p>Ce n&#8217;è uno in ogni fiaba che si rispetti. Almeno una volta nella vita ha  animato i nostri incubi. E&#8217; il bullo delle favole. Il torturatore  irredimibile che compie soprusi di ogni sorta contro l&#8217;eroe buono. Il  canovaccio è sempre lo stesso: Cenerentola alle prese con le  sorellastre, Pinocchio piantonato dal gatto e la volpe, Cappuccetto  Rosso braccata dal lupo famelico. Ora un libro ripropone una galleria di  nuovi smargiassi in salsa moderna. Si chiama &#8220;Le Fiabe per affrontare  il bullismo&#8221;. Frutto dell&#8217;esperienza educativa di Maria Calabretta,  docente di scuola primaria e dottoranda in Scienze psicologiche e  pedagogiche all&#8217;università Federico II di Napoli, aspira ad essere uno  strumento di prevenzione per genitori e insegnanti.</p>
<p>Il bullo nelle favole. Orchi, tiranni e streghe fanno la guerra a  bambine indifese, orfanelli e fate. Come nella più classica delle epopee  fiabesche. Ma se nelle versioni di Perrault o dei fratelli Grimm l&#8217;eroe  malvagio faceva sistematicamente una brutta fine, qui se la cava sempre  con una conversione al bene. Un epilogo un po&#8217; buonista, forse, ma  funzionale al fine dell&#8217;autrice: &#8220;Il bullo non va isolato, ma educato  all&#8217;accettazione dell&#8217;atro&#8221;. Bando ai metodi tradizionali, dunque. La  docente propone un modo alternativo per guardare al fenomeno: &#8220;Di  manuali sul bullismo &#8211; spiega &#8211; ce ne sono anche troppi. L&#8217;obiettivo era  abbandonare l&#8217;approccio teorico, tracciare per gli educatori un cammino  da battere nella pratica scolastica quotidiana, parlare ai ragazzi  nella loro stessa lingua&#8221;.</p>
<p>E la lingua &#8220;young&#8221; per eccellenza è la narrazione fantastica. Meglio,  come in questo caso, se corredata dalle illustrazioni. Una novità  soprattutto metodologica. Ma anche un contributo per tracciare  l&#8217;identikit di &#8220;vittime&#8221; e &#8220;carnefici&#8221; e decodificare i segnali di  disagio dietro ai banchi. Sono 14 fiabe, tutte illustrate in bianco e  nero e seguite da una breve interpretazione. Il fine? Stimolare il  pensiero dei ragazzi alla ricerca di azioni capaci di trasformare  l&#8217;aggressività in non violenza. &#8220;I veri autori del libro sono stati i  bambini. E&#8217; dall&#8217;osservazione dei loro atteggiamenti e dai loro  suggerimenti che sono nati i miei personaggi&#8221;, commenta l&#8217;autrice.</p>
<p>Identikit del bullo e della bulla. Ma chi è il bullo? E&#8217; il despota  egoista che non ha a cuore il bene dei propri sudditi, come ne &#8220;Il re  malvagio&#8221;. O l&#8217;orco orribile che schiavizza la bambina, come ne &#8220;La  trappola&#8221;. O ancora la strega crudele che sfida la fragile fatina, come  in &#8220;Duello di magia&#8221;. Le declinazioni possibili sono infinite. Una cosa è  certa: alla fine non ha mai la meglio e dimostra tutta la sua  debolezza. &#8220;Il bullo &#8211; è convinta l&#8217;autrice &#8211; si crede forte ma è la  figura più debole. E&#8217; un leader negativo che domina sugli altri solo in  virtù della sua capacità prevaricatrice, non del suo carisma&#8221;. Se avete  sempre pensato che il bullismo è un fenomeno tipicamente maschile,  sbagliavate. Sembra infatti che anche tra le ragazze sia una piaga in  espansione. E&#8217; molto più difficile da individuare, perché più subdolo,  ma ancora più devastante per la vittima. &#8220;Il bullo è debole, prepotente  ed esibizionista. La bulla è pettegola, invidiosa e sola. Le sue armi  non sono la violenza fisica o l&#8217;estorsione, ma la calunnia e la tortura  psicologica&#8221;, spiega Calabretta. Come neutralizzarli?. &#8220;Non sono  consapevoli del dolore che provocano nella vittima designata. Bisogna  far rivivere loro le stesse emozioni che incutono negli altri. Non  mettendoli alla gogna, però. Ma attraverso, per esempio, laboratori  teatrali: sulla scena è più facile invertire i ruoli reali&#8221;.</p>
<p>I numeri del fenomeno. Il bullismo non è una semplice bolla mediatica.  Gli episodi raccontati dai media sono solo la punta dell&#8217;iceberg di un  fenomeno in crescita esponenziale, specie nella sua ultima versione: il  cyber-bullismo. Stando agli ultimi dati del Censis, promotrice nel 2008  di un&#8217;indagine commissionata dal ministero dell&#8217;Istruzione, i genitori  che denunciano prepotenze di vario tipo all&#8217;interno delle classi  frequentate dai propri figli sono il 49,9%. Il tasso più alto si  registra nella scuola media, con il 59%. Si passa dalle offese ripetute  (28,7%) agli scherzi pesanti e umiliazioni (25,9%), dall&#8217;isolamento  (24,6%) a botte, calci e pugni (21,7%). Il 5,8% degli intervistati ha  riferito che in classe vengono fatte riprese e sono diffuse umiliazioni  tramite cellulare, mentre il 5,2% sa di insulti inviati attraverso sms o  per e-mail.</p>
<p>Come intervenire. Che la famiglia sia il luogo privilegiato per educare  alla non violenza, è risaputo. &#8220;Il problema &#8211; spiega Calabretta &#8211; si  pone non solo quando i genitori sono assenti, ma anche e soprattutto  quando difendono i figli che sbagliano, annullando di fatto  l&#8217;autorevolezza di chi educa&#8221;. Per raccogliere l&#8217;sos di genitori e  insegnanti, la docente ha creato un forum permanente sul suo blog e due  gruppi su facebook e su Anobii. In qualità di presidente  dell&#8217;Associazione disagio giovanile (A. disa. g) sta mettendo a punto  uno sportello gratuito di ascolto per educatori e ragazzi, con sede a  Roma. &#8220;Purtroppo &#8211; conclude &#8211; non esiste un coordinamento nazionale. I  finanziamenti per i progetti volti a prevenire il fenomeno sono pochi e  il ministero non è in grado di istituzionalizzare una materia che  andrebbe invece inserita nel curriculum scolastico: l&#8217;educazione  all&#8217;affettività&#8221;.<br />
(3 ottobre 2009)</p>
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		<title>Ritorno a gran voce dell&#8217;Apav, l&#8217;associazione per il supporto delle persone con dislessia,</title>
		<link>http://bambinivivaci.blog.puntopanto.it/2009/09/24/ritorno-a-gran-voce-dellapav-lassociazione-per-il-supporto-delle-persone-con-dislessia/</link>
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		<pubDate>Thu, 24 Sep 2009 14:22:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Il testo originale si trova qui http://www.terninrete.it/headlines/articolo_view.asp?ARTICOLO_ID=198314 Ritorno a gran voce dell&#8217;Apav, l&#8217;associazione per il supporto delle persone con dislessia, che dallo scorso anno opera nel territorio promuovendo laboratori e un centro di consulenze per le famiglie. Dopo l&#8217;eccezionale risultato raggiunto a distanza di soli 4 mesi dall&#8217;apertura dello sportello di consulenza ora l&#8217;associazione di volontariato, che ad oggi conta oltre 60 soci e varie figure professionali quali logopedisti, psicoterapeuti, insegnanti e pedagoghi, inizia il nuovo anno di attività con obietti ben precisi. In primis: intensificare l&#8217;attività dello sportello, che lo scorso anno ha registrato oltre 30 prestazioni, promuovendolo anche nelle scuole e dare nuova linfa al patto di intesa con Asl e Bct da cui è nato il progetto “Leggere senza Leggere”. A tal proposito, per la festa di apertura del nuovo anno di attività, che si terrà sabato prossimo alle 17,30 presso i locali della Siviera in via Carrara, i responsabili dell&#8217;associazione hanno già predisposto una tavola rotonda con il primario della struttura complessa di Neuropsichiatria infantile, Giovanni Mazzotta, che terrà un consulto informativo con le famiglie, e il nuovo assessore alle politiche sociali Stefano Bucari che si è già detto motivato a proseguire nel percorso aperto dall&#8217;Apav [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il testo originale si trova qui <a href="http://www.terninrete.it/headlines/articolo_view.asp?ARTICOLO_ID=198314" target="_blank">http://www.terninrete.it/headlines/articolo_view.asp?ARTICOLO_ID=198314</a></p>
<p>Ritorno a gran voce dell&#8217;Apav, l&#8217;associazione per il supporto delle  persone con dislessia, che dallo scorso anno opera nel territorio  promuovendo laboratori e un centro di consulenze per le famiglie. Dopo  l&#8217;eccezionale risultato raggiunto a distanza di soli 4 mesi  dall&#8217;apertura dello sportello di consulenza ora l&#8217;associazione di  volontariato, che ad oggi conta oltre 60 soci e varie figure  professionali quali logopedisti, psicoterapeuti, insegnanti e pedagoghi,  inizia il nuovo anno di attività con obietti ben precisi. In primis:  intensificare l&#8217;attività dello sportello, che lo scorso anno ha  registrato oltre 30 prestazioni, promuovendolo anche nelle scuole e dare  nuova linfa al patto di intesa con Asl e Bct da cui è nato il progetto  “Leggere senza Leggere”. A tal proposito, per la festa di apertura del  nuovo anno di attività, che si terrà sabato prossimo alle 17,30 presso i  locali della Siviera in via Carrara, i responsabili dell&#8217;associazione  hanno già predisposto una tavola rotonda con il primario della struttura  complessa di Neuropsichiatria infantile, Giovanni Mazzotta, che terrà  un consulto informativo con le famiglie, e il nuovo assessore alle  politiche sociali Stefano Bucari che si è già detto motivato a  proseguire nel percorso aperto dall&#8217;Apav con la scorsa legislatura.  “Quest&#8217;anno – ha spiegato il presidente dell&#8217;associazione Luca Ascani –  ci impegneremo su vari fronti. Prima di tutto su quello scolastico,  cercando di promuovere una cultura dell&#8217;integrazione più partecipata da  parte dei docenti, poi collaboreremo attivamente per sviluppare la  seconda parte del progetto Leggere senza leggere che proseguirà con  l&#8217;installazione di scanner e software ocr in grado di acquisire testi  scritti che poi verranno convertiti in file digitali per essere letti  dal sintetizzatore. Questo autunno è previsto il rilancio del progetto e  la biblioteca si sta attrezzando per promuovere, all&#8217;interno delle  varie sezioni, offerte personalizzate per le utenze”. Ma non è tutto. A  partire dal prossimo mese di ottobre, infatti, l&#8217;Apav, utilizzerà i  finanziamenti vinti con il Bando Giovani (2mila euro) anche per dare il  via ad un laboratorio teatrale, “Elaboriamo: attraverso percorsi  teatrali”, che consenta ai bambini e ai ragazzi dislessici di  cimentarisi in forme di comunicazione alternative.</p>
<p>Intervista al presidente dell&#8217;Apav, Luca Ascani</p>
<p>A un anno di distanza dal famoso Bando Giovani che ha portato alla  nascita dell&#8217;associazione quante sono state le consulenze che avete  effettuato?<br />
Lo sportello di consuleza è stato attivato la prima volta nel febbraio  2009 ed è rimasto attivo fino a metà giugno. il servizio è stato  interrotto durante il periodo estivo per riprendere il 23 settembre.<br />
Il bilancio dei primi quattro mesi di attività è stato molto positivo, sono state effettuate circa 30 consulenze.<br />
L&#8217;utenza magggiore è stata quella delle famiglie e ragazzi, l&#8217;affluenza del corpo docente è stata scarsa.<br />
Ci riproponiamo quest&#8217;anno di promuovere lo sportello anche nelle  scuole, per coinvolgere e informare in modo capillare il corpo docenti.<br />
Un importante canale di collaborazione è stato con il centro di neuropsichiatria infantile diretta dal prof.re Mazzotta.<br />
L&#8217;attività dello sportello è stata quella di dare un primo orientamento  alle famiglie, ragazzi e alla scuola; fornire informazioni su quale è il  percorso da seguire per richiedere una diagnosi, depositarla presso la  scuola e utilizzare gli strumenti compensativi e dispensativi  regolamentati da note ministeriali.<br />
Una cosa che rimarchiamo sempre alle famiglie è l&#8217;importanza della  diagnosi, che vienie rilasciata dal servizio di neuropsichiatria  infantile, solo questo documento, una volta depositato presso la scuola,  tutela il ragazzo che ha difficoltà nell&#8217;apprendimento.</p>
<p>Quante sono ad oggi le persone che collaborano per la crescita  dell&#8217;associazione? tra queste quante figure professionali esperte nel  settore si annidano?L&#8217;apav conta oltre sessanta soci, e le persone che  attivamente collaborano con l&#8217;associazione sono oltre dieci.<br />
Numerose sono le figure professionali che fanno parte dell&#8217;associazione e  alcune di queste hanno compiti di rilievo facendo parte del consiglio  direttivo; ci sono pedagogiste, logopediste, psicoterapeute e insegnati.</p>
<p>Come procede la collaborazione con il reparto di neuropsichiatria  dell&#8217;Asl4? l&#8217;associazione è già riuscita ed entrare in contatto con il  mondo scolastico? se si in che modo?La collaborazione con il reparto di  neuropsichiatria infantile dell&#8217;Asl4 è molto proficua, grazie alla  competenza e disponibilità del prof.re Mazzotta, c&#8217;è uno scambio  continuo di informazioni e di confronto sulle modalità di intervento  verso i ragazzi e le famiglie.<br />
A fine Maggio abbiamo stretto un patto d&#8217;intesa tra ASL4 e BCT.<br />
Questo accordo, tra le altre cose, impegnerà i soggetti coinvolti  all&#8217;utilizzo di strumenti abilitativi e riabilitativi e alla promozione  della lettura mediante attivazione di incontri-convegni con i cittadini,  per illustrare le basi neurobiologiche dell’apprendimento della  letto-scrittura.<br />
Il prof.re Mazzotta, incontrerà le famiglie sul tema della dislessia il  26 settembre in occasione della festa per il primo anno di attività  dell&#8217;associazione.</p>
<p>Per quanto riguarda il progetto &#8220;leggere senza leggere&#8221; avviato con la  collaborazione del Comune a che punto si è giunti? sono stati introdotti  nuovi software per facilitare l&#8217;apprendimento delle persone?La prima  fase del porgetto si è conclusa positivamente con un convegno-formazione  svolto nel mese di aprile, dove sono stati coinvolti molti soggetti  provenienti da diverse parti d&#8217;italia per illustrare le loro esperienze  simili a quella attivata alla BCT, cioè l&#8217;installazione di diverse  postazioni multimediali dotate di un particolare software in grado di  convertire un testo scritto in parlato grazie a un avanzato  sintetizzatore vocale umanizzato.<br />
La potenzialità di questo strumento è la possibilità di convertire il  suono delle parole in un file mp3 e poterlo scaricare su una comunissima  penna USB e poterlo ascoltare in ogni momento, dove e quando si vuole,  come fosse una canzone.<br />
Questo software ha anche un sintetizzatore in madrelingua inglese in  grado di leggere in modo fluido un testo di lingua e tradurlo.<br />
Il progetto continuerà con l&#8217;installazione di scanner e software OCR in  grado di acquisire testi scritti che poi verranno convertiti in file  digitali per essere letti dal sintetizzatore; questo autunno è previsto  il rilancio del progetto, e la biblioteca si sta attrezzando per  provuovere all&#8217;interno delle varie sezioni cercando di personalizzare  l&#8217;offerta a seconda dell&#8217;utenza.</p>
<p>Parliamo del nuovo bando giovani. l&#8217;associazione ha vinto anche  quest&#8217;anno il bando con un progetto che mette in rete anche altre  associazioni del territorio. quali obiettivi ci si aspetta di<br />
raggiungere? Quanti bambini dislessici collaborano con Apav?<br />
Quali sono ancora i nodi cruciali da sciogliere per far comprendere  l&#8217;importanza del progetto. in un anno di attività qual&#8217;è stato lo  scoglio più alto da superare per far fruire una cultura adeguata per  l&#8217;accettazione del tema?<br />
Quest&#8217;anno l&#8217;associazione ha voluto investire su un duplice progetto,  dare ai ragazzi la possibilità di sperimentare altre forme di  comunicazione, e quale migliore occasione se non l&#8217;attivazione di un  laboratorio teatrale curato e gestito dalla Compagnia del Pino di Terni.<br />
Non a caso il progetto porta il nome di “Elaboriamo: attraverso percorsi  teatrali” e sarà attivato dalla metà di ottobre. L&#8217;ingonita che  attualmente rimane da risolvere è la disonibilità di una sede dove  svolgere le attività di laboratorio teatrale. Abbiamo chiesto la  disponibilità, per una volta a settimana, di poter usufruire di uno dei  teatri del Centro Multimediale, stiamo attendendo una risposta.<br />
L&#8217;altro aspetto del progetto è stato quello di coinvolgere più  associazioni, creando un piccola rete, insieme anche a Castelli in Aria,  dove porteranno avanti un progetto di laboratorio di riprese e  montaggio video attraverso una documentazione delle attività dei nostri  laboratori ma non solo.<br />
Il loro progettto sarà anche quello di entrare in contatto con altre  associazioni che operano nel territorio per documentare le attività e  verificare eventuali possibilità di collaborazione.<br />
Una volta attivato il laboratorio teatrale, si verificherà la  possibilità di ampliare ulteriormente una collaborazione con altre  associazione che hanno già svilupato forme di linguaggio alternativo a  quello parlato.</p>
<p>I ragazzi che collaborano con l&#8217;associazione sono una ventina, ma ci  aspettiamo che con l&#8217;attivazione di queste nuove attività il bacino di  utenza si possa ampliare ulteriormente.</p>
<p>La cultura dell&#8217;integrazione e l&#8217;accesso all&#8217;informazione per tutti, da  parte di chi ha difficoltà nell&#8217;apprendimento, è uno degli obiettivi  principali dell&#8217;associazione.<br />
Il ragazzo che ha difficoltà nell&#8217;apprendimento, a volte trova  difficoltoso relazionarsi con i propri coetanei, chiudendosi in se  stesso o reagendo con comportamenti di disturbo.Questi segnali sono la  manifestazione del disagio di chi ha una difficoltà.<br />
Il ragazzo dislessico non è diverso dai propri coetanei, le difficoltà  che incontra nell&#8217;accesso e elaborazione delle informazioni ,possono  essere superate fornendo al ragazzo strumenti in grado di accedere alla  conoscenza in modo autonomo, attraverso strumenti compensativi e  dispensativi.<br />
Una migliore qualità di vita scolastica vuol dire una migliore integrazione e successo.<br />
Occorre portare avanti una piccola rivoluzione culturale, in chi  percepisce ancora la dislissia come un “escamotage” (da cambiare) per  evitare i canonici percorsi scolastici, pensando così di fare dei  favoritismi.<br />
Non è così, la dislessia è una difficoltà ormai riconosciuta a livello  scientifico e presto sarà tutela anche da una testo legislativo.<br />
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		<title>Imminente l&#8217;approvazione della legge sulla dislessia</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Jul 2009 14:21:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[STA per essere definitivamente approvata la legge sulla dislessia e sui disturbi dell&#8217;apprendimento, parallalemente sta circolando una lettera a cura di un gruppo di genitori e insegnanti che esprime preoccupazione verso un&#8217;eccessiva &#8220;psicologizzazione&#8221; della scuola&#8230; Cosa ne pensate? ******************* Da Tuttoscuola: http://www.tuttoscuola.com/cgi-local/disp.fcgi?ID=20619 Imminente l&#8217;approvazione della legge sulla dislessia Dopo l&#8217;ok del Senato con approvazione unanime (fatto raro di questi tempi) del disegno di legge sui DSA (Disturbi specifici di apprendimento, prevalentemente individuati come dislessia), la Camera potrebbe dare la sua approvazione definitiva prima della chiusura dei lavori per la pausa estiva. L&#8217;esame del testo è stato affidato ad un comitato ristretto espresso dalla Commissione cultura che si è già riunito nei giorni scorsi e dovrebbe concludere i lavori a breve. La legge troverebbe, quindi, applicazione già dal prossimo anno scolastico, accompagnata probabilmente dall&#8217;emanazione di specifiche indicazioni da parte del ministero. Secondo le associazioni che studiano la dislessia, ne è affetto circa il 4% della popolazione scolastica, il che vorrebbe dire che i ragazzi con DSA sono circa 300-350 mila. Un censimento in merito non è mai stato condotto, ma i dati ufficiali che emergono indirettamente da altre rilevazioni sembrano ridimensionare notevolmente quella stima del 4%. Dalle rilevazioni condotte dal Ministero [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>STA per essere definitivamente approvata la legge sulla dislessia e sui  disturbi dell&#8217;apprendimento, parallalemente sta circolando una <a href="http://www.vocescuola.it/2009/07/10/lettera-aperta-di-un-gruppo-di-insegnanti-e-genitori/" target="_blank">lettera a cura di un gruppo di genitori e insegnanti</a> che esprime preoccupazione verso un&#8217;eccessiva &#8220;psicologizzazione&#8221; della scuola&#8230;</p>
<p><strong>Cosa ne pensate?<br />
</strong><br />
*******************</p>
<p>Da Tuttoscuola: http://www.tuttoscuola.com/cgi-local/disp.fcgi?ID=20619<br />
Imminente l&#8217;approvazione della legge sulla dislessia</p>
<p>Dopo l&#8217;ok del Senato con approvazione unanime (fatto raro di questi  tempi) del disegno di legge sui DSA (Disturbi specifici di  apprendimento, prevalentemente individuati come dislessia), la Camera  potrebbe dare la sua approvazione definitiva prima della chiusura dei  lavori per la pausa estiva.</p>
<p>L&#8217;esame del testo è stato affidato ad un comitato ristretto espresso  dalla Commissione cultura che si è già riunito nei giorni scorsi e  dovrebbe concludere i lavori a breve.</p>
<p>La legge troverebbe, quindi, applicazione già dal prossimo anno  scolastico, accompagnata probabilmente dall&#8217;emanazione di specifiche  indicazioni da parte del ministero.</p>
<p>Secondo le associazioni che studiano la dislessia, ne è affetto circa il  4% della popolazione scolastica, il che vorrebbe dire che i ragazzi con  DSA sono circa 300-350 mila.</p>
<p>Un censimento in merito non è mai stato condotto, ma i dati ufficiali  che emergono indirettamente da altre rilevazioni sembrano ridimensionare  notevolmente quella stima del 4%.</p>
<p>Dalle rilevazioni condotte dal Ministero dell&#8217;istruzione d&#8217;intesa con  l&#8217;Invalsi sull&#8217;esame di licenza media emerge, infatti, che i ragazzi  esaminati nelle scuole statali e paritarie con certificazione DSA che dà  diritto a misure compensative, non arrivano all&#8217;1% degli esaminati  (0,85%).</p>
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